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  • mobile impero
    02/07/2020 - ANTONELLA PEDDIO 0 Commenti
    STORIA DEL MOBILE IMPERO

    Lo Stile Impero nell'arredamento si diffonde in Francia nel 1801 e dura fino al 1821. Caratteristico per la maestosità degli arredi, progettati per esaltare il nuovo regime, è stato ideato dai due architetti Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine, che al fasto e alla grandiosità associarono l'armonia, ma anche la praticità nelle arti decorative, dal tavolo ai letti, dalle porcellane agli argenti, dagli specchi ai tappeti. Essi iniziarono a pubblicare nel 1801 i loro innovativi disegni, poi raccolti in volume nel 1804.

    Nei dieci anni che separano la fine dello stile Luigi XVI e l'avvento dell'Impero, l'arredamento in Francia è conosciuto col nome Stile Direttorio. Si assiste da una parte ad una semplificazione delle forme del Luigi XVI e dall'altra ad un irrigidimento della linea del mobile che prelude all'Impero. All'inizio dell'Ottocento l'arte diventa un veicolo di affermazione della fortuna politica napoleonica. Con l'Impero, negli arredi si conclude la ricerca costante di forme e di decorazioni ispirate all'antichità, in particolare al mondo degli egizi, dei greci e dei romani: i bronzi dorati sono realizzati a forma di tralci di acanto e di vite, ghirlande di alloro, di foglie di quercia e fiori, di figure mitologiche, grifi e sfingi, stelle e palmette, ninfe danzanti. Motivo tipico del nuovo gusto, tra quelli ideati dai due architetti, è la N entro due serti di alloro. Disegni allegorici per i bronzi e per gli intagli dorati sono le api (attività nel lavoro utile), le aquile (dominio imperiale), i cigni (purezza di ideali).

    Due diverse tendenze convivono nella produzione degli arredi Impero: una eroica, grandiosa e solenne che caratterizza le dimore imperiali e quelle dell'entourage di Napoleone I; l'altra più contenuta e discreta, destinata ai privati e adattata alle esigenze della nascente e ricca borghesia. Le linee semplici, diritte o lievemente incurvate, danno un senso di snellezza, ma anche di forza. Lo stile è legato anche al passaggio della produzione di arte decorativa dall'artigianato all'industriaː in Francia si utilizzano seghe meccaniche per tagliare il legname. Fa la sua comparsa la carta da parati, dipinta a colori tenui e con minuscoli decoriː è usata nelle camere da letto e negli ambienti di piccole dimensioni. Lo stile Impero dilagò oltre i confini della Francia e esempi se ne trovano anche in epoche successive, specialmente in Russia, negli USA e in Brasile.

    Il mobile in stile impero è maestoso e solido, liscio ed equilibrato nelle proporzioni. Costruito in radica o in massello di mogano, in modo da mettere in evidenza la venatura del legno, ha le superfici spoglie da altre essenze lignee, non conosce gli intarsi ed è decorato con bronzi dorati o con piccoli elementi, scolpiti nel legno in forme simboliche e poi illuminati dalla foglia d'oro zecchino. Per il blocco delle importazioni, dal 1808 il mogano è stato riservato per lastronature e sostituito da legni nostrani, come olmo, pioppo, noce e platano, tinti in colore scuro.

    Lo stile Impero italiano ha avuto una vita lunga, ben oltre la durata dell'impero napoleonico. I mobili si presentano rivestiti di lastre di radica (noce o mogano), i tagli dei legni si fanno ancora con seghe ad acqua o manuali, le schiene sono fatte con fasciame a piccole assi verticali, le serrature sono in ferro forgiato e dentro la scatola, le guarnizioni metalliche sono in ottonella stampata e poi lumeggiata ad oro.

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